Legge di Bilancio 2020 e auto aziendali. Le novità dopo l’approvazione

Legge di Bilancio e auto aziendali

Approvata dal Senato, e al netto di nuove e inaspettate modifiche alla Camera, la Legge di Bilancio 2020 entrerà in vigore il 1° gennaio del nuovo anno come da programma. Il prossimo 22 dicembre il blindatissimo maxiemendamento passerà al vaglio della Camera dove è prevista una nuova fiducia per procedere spediti verso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale entro e non oltre il 31 dicembre 2019.

Il sollevamento di scudi di tutto il comparto auto ha messo in guardia l’opinione pubblica sugli effetti indiretti dell’aumento della tassazione sul fringe benefit ai dipendenti per quanto riguarda l’auto aziendale. Il governo ha così rimodulato le fasce di tassazione prevedendo piccoli premi e disincentivi in base ai livelli di emissioni del veicolo limitando in questo modo la crisi del mercato delle vetture business.

L’assegnazione della vettura ad uso promiscuo ai dipendenti è la formula maggiormente utilizzata dalle aziende e negli anni è stata oggetto di diverse revisioni delle percentuali di deducibilità dei costi passando dal 100% di deducibilità fino al 2005 al 70% dal 2013 in poi.

La norma rivista in questa nuova Legge di Bilancio, in vigore per i contratti stipulati a partire dal 30 giugno 2020 e per i veicoli di nuova immatricolazione, non sarà retroattiva, come precedentemente annunciato, quindi per i contratti in essere non cambierà nulla.

Fino ad oggi la percentuale del fringe benefit tassato in busta paga era del 30% applicabile su una percorrenza di 15.000 km annui con costo chilometrico indicato nelle tabelle ACI e valido per tutte le tipologie di veicoli indipendentemente dal livello di emissioni di CO2. Con la nuova norma le fasce di tassazione diventano quattro con percentuali di deducibilità più vantaggiose per i veicoli a basse emissioni e meno vantaggiose per quelli più inquinanti.

Sarà dunque del 25% la percentuale del reddito in natura in capo al dipendente per vetture elettriche o ibride plug in con emissioni di Co2 fino a 60 g/km, invariata al 30% per i veicoli con emissioni comprese tra i 61 e i 160 g/km indipendentemente dalla motorizzazione. Salirà invece al 40% nel 2020 e al 50% nel 2021 la percentuale tassabile per i veicoli con emissioni comprese tra 161 e 190 g/km e, in ultimo, 50% per l’anno 2020 e 60% per l’anno 2021 per i veicoli con emissioni superiori ai 190 g/km.

In altre parole, è prevista una riduzione del reddito in natura tassabile al dipendente solo per i modelli elettrici o ibridi plug-in, quelli cioè ricaricabili anche o solo attraverso la rete elettrica.

Possiamo dire che si è evitato il peggio ma non che sia stata presa in considerazione la possibilità di vedere il comparto auto come un settore da stimolare invece che da spremere per far quadrare il bilancio.

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