Fusione FCA PSA, la sfida e le incognite
E’ stato annunciato a fine ottobre l’accordo per la fusione di due grandi gruppi automobilistici Fca e Psa.
Questa operazione porterà alla nascita di un nuovo gruppo che occuperà il 4° posto nella classifica costruttori per auto vendute con 8,7 milioni di veicoli. La nuova capogruppo avrà sede in Olanda e sarà guidata da John Elkann come presidente e Carlos Tavares come Ceo.
Questa aggregazione si è resa necessaria per creare un gruppo leader con dimensioni, capacità e risorse per competere sul mercato globale. Tra le preoccupazioni che accompagnano questa notizia vi sono i timori sul futuro dei marchi e soprattutto degli stabilimenti produttivi. Le dichiarazioni di Carlos Tavares sono rassicuranti; pur ammettendo che il numero di marchi è effettivamente significativo, ricorda che tuttavia è inferiore a quello di Volkwagen principale competitor. Ha ribadito di non vedere la necessità di cedere alcun marchio, poiché tutti sono ricchi di storia e di forza. Anche per quel che riguarda gli stabilimenti produttivi, non sembrerebbero necessarie dismissioni.
Per sopravvivere sul mercato i produttori di mobilità devono sostenere ingenti investimenti affrontando la grande sfida dell’elettrificazione. Fca si è vista costretta a questa fusione, (dopo il fallito accordo con Renault dei mesi scorsi) dato il troppo ritardo sull’elettrico e un esile patrimonio tecnologico. Tuttavia Fca ha dalla sua una consolidata presenza nello scacchiere mondiale tale da renderla appetibile.
Con questa integrazione Fca avrà a disposizione le piattaforme modulari CMP e Emp2 di Psa predisposte anche per le auto elettriche e ibride. La concezione di tali piattaforme è l’evoluzione dei processi di sviluppo. L’approccio modulare consente infatti di razionalizzare e ottimizzare la produttività di veicoli rispondendo alle esigenze dei Clienti nelle diverse parti del mondo. La sovrapposizione di modelli simili potrebbe rappresentare un problema, soprattutto per il posizionamento nel mercato europeo. Ma la fusione riguarda due gruppi che sono complementari nel mercato mondiale. Psa è presente nel mercato cinese ed extra europeo dove invece Fca è praticamente assente. Situazione ribaltata per quanto riguarda il mercato USA che vede Fca con i marchi Jeep e Ram in posizione dominante, mentre i francesi sono praticamente sconosciuti.
Per gli inizi di Dicembre è atteso il protocollo vincolante d’intesa tra i due gruppi. I tempi però potrebbero non essere così corti per l’avvio della fusione dal momento che i due gruppi dovranno tenere conto delle richieste delle autorità per la concorrenza dei singoli paesi oltre che dell’Antitrust dell’unione europea.
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