Fringe Benefit Auto Aziendali 2026: Nuove Regole e Calcolo

Fringe Benefit Auto Aziendali 2026: Nuove Regole e Calcolo

Il 2026 introduce importanti novità fiscali per le auto aziendali concesse ai dipendenti ad uso promiscuo, cioè utilizzabili sia per esigenze lavorative sia per uso personale.

Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, entrato in vigore il 12 agosto 2026, interviene sulla disciplina fiscale del fringe benefit delle auto aziendali, con disposizioni applicabili a partire dal periodo d’imposta 2026.

Le novità sono particolarmente interessanti per aziende, professionisti e dipendenti perché il tipo di alimentazione dell’auto può determinare differenze molto significative sul valore imponibile.

Come si calcola il fringe benefit dell’auto aziendale

Il punto di partenza rimane il costo chilometrico indicato nelle tabelle ACI, calcolato convenzionalmente su una percorrenza annuale di 15.000 km.

La formula di base è quindi:

Costo chilometrico ACI × 15.000 km = valore convenzionale annuo

A questo importo viene poi applicata una percentuale che, nel nuovo regime, dipende dal tipo di alimentazione del veicolo.

Alimentazione

Percentuale

Benzina

50%

Diesel

50%

Mild Hybrid

50%

Plug-in Hybrid (PHEV)

20%

Elettrica pura (BEV)

10%

La differenza è notevole.

Il sistema fiscale favorisce quindi in maniera molto marcata le auto elettriche e, in misura minore, le ibride plug-in.

Un esempio pratico

Supponiamo che il costo chilometrico ACI dell’auto sia 0,60 euro/km.

Il valore convenzionale annuale sarà:

0,60 € × 15.000 km = 9.000 €

Applicando le diverse percentuali otteniamo:

Alimentazione

Fringe benefit annuo

Valore mensile

Benzina/Diesel/Mild Hybrid

4.500 €

375 €

Plug-in Hybrid

1.800 €

150 €

Elettrica pura

900 €

75 €

A parità di costo chilometrico ACI, quindi, il fringe benefit convenzionale di una vettura benzina, diesel o mild hybrid può risultare cinque volte superiore a quello di un’elettrica pura.

Attenzione: il fringe benefit non è quanto paga il dipendente

Questo punto genera spesso confusione.

Se il fringe benefit mensile è, ad esempio, 375 euro, non significa necessariamente che al dipendente vengano sottratti 375 euro dallo stipendio.

Il fringe benefit rappresenta infatti un valore imponibile che concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente ed è quindi soggetto alla relativa tassazione e contribuzione.

L’effettivo impatto sulla busta paga dipenderà, tra gli altri fattori, dall’aliquota marginale applicabile al lavoratore e dai contributi dovuti.

In termini semplificati, ipotizzando per puro esempio un’incidenza complessiva del 40%, un fringe benefit di 375 euro mensili potrebbe produrre un effetto economico nell’ordine di 150 euro al mese.

Cosa succede alle auto ordinate o assegnate negli anni precedenti?

La situazione cambia per i veicoli che rientrano nel regime transitorio.

Per determinate vetture concesse in uso promiscuo tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2024, continua ad avere rilevanza il precedente sistema basato sulle emissioni di CO₂.

Lo stesso regime può trovare applicazione, alle condizioni previste dalla normativa, per i veicoli ordinati dal datore di lavoro entro il 31 dicembre 2024 e concessi in uso promiscuo nel 2025.

Le percentuali sono:

Emissioni di CO₂

Percentuale

Fino a 60 g/km

25%

61–160 g/km

30%

161–190 g/km

50%

Oltre 190 g/km

60%

Diventa quindi fondamentale verificare quando il veicolo è stato ordinato, quando è stato assegnato al dipendente e quando è stato immatricolato.

Auto aziendale con più di cinque anni: arriva la maggiorazione

Un’altra novità da non sottovalutare riguarda l’anzianità del veicolo.

Dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della prima immatricolazione, il valore convenzionale previsto per il fringe benefit viene maggiorato del 50%.

Per esempio:

  • auto immatricolata nel 2020 → maggiorazione dal 2026;
  • auto immatricolata nel 2021 → maggiorazione dal 2027;
  • auto immatricolata nel 2022 → maggiorazione dal 2028.

La conseguenza pratica è importante: mantenere a lungo un’auto aziendale può diventare fiscalmente meno conveniente.

Anche optional e allestimenti possono incidere

La normativa considera inoltre gli accessori e gli allestimenti presenti sul veicolo.

Quando sono presenti optional o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati direttamente dal lavoratore, è prevista una maggiorazione del 5% del valore convenzionale del fringe benefit.

È quindi opportuno non valutare esclusivamente il modello dell’auto, ma anche la sua configurazione.

Quanto viene inserito ogni mese in busta paga?

Una volta determinato il fringe benefit annuale, il valore viene ripartito sui dodici mesi:

Fringe benefit annuale ÷ 12 = valore mensile

Questo importo concorre al reddito imponibile del dipendente ai fini fiscali e contributivi secondo le regole applicabili.

Elettrica, plug-in o benzina? Nel 2026 la scelta dell’auto conta ancora di più

Le nuove regole rendono evidente un aspetto: la scelta dell’alimentazione non incide più soltanto sui consumi e sui costi di gestione, ma può avere un peso molto rilevante sulla fiscalità dell’auto aziendale.

Una vettura elettrica pura beneficia di una percentuale del 10%, una plug-in hybrid del 20%, mentre benzina, diesel e mild hybrid arrivano al 50%.

Per un’azienda che gestisce più vetture — o per un dipendente che deve scegliere tra diverse auto aziendali — la differenza può tradursi in migliaia di euro di imponibile nell’arco degli anni.

Prima di scegliere l’auto aziendale, quindi, bisogna fare i conti

Prezzo dell’auto e canone mensile non raccontano tutta la storia.

Per valutare realmente la convenienza di un’auto aziendale ad uso promiscuo occorre considerare insieme:

costo chilometrico ACI, alimentazione, data dell’ordine e dell’assegnazione, anno di immatricolazione, optional e situazione fiscale del dipendente.

Solo mettendo insieme questi elementi è possibile capire quanto quell’auto costerà realmente all’azienda e quale sarà l’effettivo impatto economico per chi la utilizza.

Le informazioni contenute nell’articolo hanno carattere informativo generale. Per l’applicazione al singolo caso è opportuno verificare la normativa vigente e la specifica situazione fiscale con il proprio consulente.

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